Montenero (Toscana): cosa vedere al Santuario

Madonna delle grazie - Santuario Montenero (Livorno)
Madonna delle grazie - Santuario Montenero (Livorno)
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Cosa vedere a Montenero, storia riguardante l’immagine della Madonna, il miracolo del pastore storpio e il Santuario, itinerario comprendente il Famedio civico e la funicolare.

Informazioni turistiche

Situato su una collina che sovrasta il mare e il porto di Livorno, il Santuario di Montenero è dedicato alla Madonna delle Grazie, patrona della Toscana.

Ogni anno il 15 maggio, festa della Patrona, le diocesi della Toscana offrono a turno l’olio che alimenta una lampada votiva che arde continuamente davanti all’immagine della Madonna.

L’8 settembre, giorno in cui si celebra la Natività di Maria, è una festa molto sentita dai livornesi, che si recano in pellegrinaggio al Santuario.

Secondo la tradizione, era il 15 maggio 1345, festa di Pentecoste, quando un pastore storpio, dopo aver trovato l’immagine miracolosa della Madonna posata sopra un pesante sasso sul greto del torrente Ardenza, per divina volontà fu ispirato a portarla sulla collina, che a quel tempo era nota come monte del diavolo, forse perché ricoperto di fitti boschi e frequentato da briganti.

Il pastore, nonostante il peso e la sua difficoltà nel camminare, portò volentieri il dipinto della Madonna nel luogo indicato e, dopo aver ringraziato la Vergine Maria, guarito scese di corsa il pendio della collina, per comunicare alla comunità del piccolo villaggio di Livorno, l’avvenuto miracolo.

In seguito la fama di questa immagine si diffuse molto velocemente per le tante grazie compiute dalla Beata Vergine, e il monte divenne un monte di luce, poiché iniziarono i pellegrinaggi e le offerte per la costruzione di un piccolo oratorio destinato a custodire l’immagine della Madonna.

Nel 1380 furono già necessari i lavori per ingrandire la Cappella e i locali destinati ad ospitare i pellegrini.

I primi custodi del Santuario furono i frati del Terzo Ordine di San Francesco, ai quali seguirono, dal 1442 al 1668, i Gesuati, che costruirono la Chiesa e il Convento.

Dal 1668 al 1783, la custodia del Santuario fu affidata ai Teatini, con i quali il complesso monastico assunse l’attuale aspetto barocco.

Dopo un periodo di abbandono, dal 1792 presero possesso del Santuario i monaci Benedettini di Vallombrosa, tuttora custodi del Santuario.

Cosa vedere

Oltre ad una strada panoramica che conduce al Santuario e a un ampio parcheggio che si trova nelle sue vicinanze, c’è una funicolare che parte da Piazza delle Carrozze, a Montenero basso, e arriva fino al Santuario.

Nella piazza antistante si affacciano la Chiesa e il Famedio civico, una struttura caratterizzata da un loggiato realizzato originariamente per offrire riparo ai pellegrini, in seguito destinato ad accogliere le spoglie mortali di illustri livornesi, tra cui Fattori, Guerrazzi, Marradi, Meyer, Castelli, con una lapide commemorativa di Amedeo Modigliani e Pietro Mascagni.

Nei pressi di Piazza delle Carrozze, dove la tradizione fa risalire il ritrovamento dell’Immagine della Madonna di Montenero da parte del pastore, si trova la Cappella dell’Apparizione, edificata nel 1956 al posto di una precedente Cappellina rovinata nel corso della seconda guerra mondiale.

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Cosa vedere a Montenero, storia riguardante l’immagine della Madonna, il miracolo del pastore storpio e il Santuario, itinerario comprendente il Famedio civico e la funicolare.

Informazioni turistiche

Situato su una collina che sovrasta il mare e il porto di Livorno, il Santuario di Montenero è dedicato alla Madonna delle Grazie, patrona della Toscana.

Ogni anno il 15 maggio, festa della Patrona, le diocesi della Toscana offrono a turno l’olio che alimenta una lampada votiva che arde continuamente davanti all’immagine della Madonna.

L’8 settembre, giorno in cui si celebra la Natività di Maria, è una festa molto sentita dai livornesi, che si recano in pellegrinaggio al Santuario.

Secondo la tradizione, era il 15 maggio 1345, festa di Pentecoste, quando un pastore storpio, dopo aver trovato l’immagine miracolosa della Madonna posata sopra un pesante sasso sul greto del torrente Ardenza, per divina volontà fu ispirato a portarla sulla collina, che a quel tempo era nota come monte del diavolo, forse perché ricoperto di fitti boschi e frequentato da briganti.

Il pastore, nonostante il peso e la sua difficoltà nel camminare, portò volentieri il dipinto della Madonna nel luogo indicato e, dopo aver ringraziato la Vergine Maria, guarito scese di corsa il pendio della collina, per comunicare alla comunità del piccolo villaggio di Livorno, l’avvenuto miracolo.

In seguito la fama di questa immagine si diffuse molto velocemente per le tante grazie compiute dalla Beata Vergine, e il monte divenne un monte di luce, poiché iniziarono i pellegrinaggi e le offerte per la costruzione di un piccolo oratorio destinato a custodire l’immagine della Madonna.

Nel 1380 furono già necessari i lavori per ingrandire la Cappella e i locali destinati ad ospitare i pellegrini.

I primi custodi del Santuario furono i frati del Terzo Ordine di San Francesco, ai quali seguirono, dal 1442 al 1668, i Gesuati, che costruirono la Chiesa e il Convento.

Dal 1668 al 1783, la custodia del Santuario fu affidata ai Teatini, con i quali il complesso monastico assunse l’attuale aspetto barocco.

Dopo un periodo di abbandono, dal 1792 presero possesso del Santuario i monaci Benedettini di Vallombrosa, tuttora custodi del Santuario.

Cosa vedere

Oltre ad una strada panoramica che conduce al Santuario e a un ampio parcheggio che si trova nelle sue vicinanze, c’è una funicolare che parte da Piazza delle Carrozze, a Montenero basso, e arriva fino al Santuario.

Nella piazza antistante si affacciano la Chiesa e il Famedio civico, una struttura caratterizzata da un loggiato realizzato originariamente per offrire riparo ai pellegrini, in seguito destinato ad accogliere le spoglie mortali di illustri livornesi, tra cui Fattori, Guerrazzi, Marradi, Meyer, Castelli, con una lapide commemorativa di Amedeo Modigliani e Pietro Mascagni.

Nei pressi di Piazza delle Carrozze, dove la tradizione fa risalire il ritrovamento dell’Immagine della Madonna di Montenero da parte del pastore, si trova la Cappella dell’Apparizione, edificata nel 1956 al posto di una precedente Cappellina rovinata nel corso della seconda guerra mondiale.